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#EAT #HEART #ART – concept


Marika Lion art diretor - Copia

Silence Collection

Your Nutritional Reset alle Terme di Saturnia

Terme-di-SaturniaIl mito narra che Saturno, dio delle messi e dell’abbondanza, un giorno perse la pazienza nel vedere che sulla terra gli uomini erano sempre impegnati a farsi la guerra. Prese così un fulmine e lo scagliò con tutta la forza. Il fulmine cadde nel cratere di un vulcano, dal quale uscì un fiume di acqua sulfurea e calda che raggiunse le valli, i monti e le pianure, acquietando finalmente gli animi umani. Teatro della leggenda era il cuore della Maremma toscana ed esattamente Saturnia. Continue reading “Your Nutritional Reset alle Terme di Saturnia” »

la luce a mezzogiorno

cortina

 

La luce a mezzogiorno diventa  plastica come una scultura

dall’alto filtra ogni cosa e la ribalta sullo stesso piano.

Compatta, forte, immortale per pochi istanti

poi si inclina e le forme sfilano lentamente,

si assottigliano e se ne vanno,

mentre torna il buio e la precarietà.

@marikalion

Life – Theatre Number, October 5, 1922

marika-lion-writer

Life  - Theatre Number, October 5, 1922

Era stata una lunga commedia, la vita trascorsa negli ultimi anni, dove il dramma trovava ogni giorno il suo copione. Tutto si ripeteva senza mai una vera fine, o meglio un vero inizio. E mentre le processioni di infiniti dubbi si confondevano con la nebbia della città così poco illuminata da fiochi lampioni che creavano solo ombre dei passanti frettolosi che si vedono sfumare oltre l’angolo della 34th Avenue.

Poi tornava il giorno e con lui il rigore di un poema, semmai un poema avesse un rigore. Ed è così che lasciai il teatro della vita per svelare il volto, mentre lo sguardo ancora timoroso e fragile si vestiva di una leggera speranza di riuscire ad aggrapparsi all’eco del Teatro, a quella voce che vaga per i camerini in cerca della propria anima.

Ora la vita è tutta custodita in questa cover del numero 5, era il 1922, ed è  in quell’anno conobbi me stessa.

Travel, September 1934

writer-marikalion-blogger

Eravamo appena tornati dalle vacanze in Italia.  Ho ancora il ricordo del mare, del caldo e delle serate passate a chiacchierare nel patio della casa sul mare ad Ischia, mentre i piccoli monelli, nostri cugini italiani, si divertivano a prenderci in giro perché ai loro occhi sembravamo un po’ troppo etichettati e paurosi. Mio fratello però dopo qualche giorno di osservazione, cominciò a non indossare più le scarpe anche se lo vedevi stringere i denti nel cercare di camminare sui sassi del viale che portava al mare. Io invece, avevo adottato un paio di sandali che per tenerli fermi al piede dovevo camminare a piedi piatti, erano della zia di quando era giovane. Non era certo facile raggiungere la piccola baia, ma una volta arrivati sapevamo che ci saremmo riposati mettendo i piedi in ammollo. Ci restavamo tutto il pomeriggio fino a sera per vedere i barconi rientrare, pescatori dalla pelle bruciata dal sole che canticchiavano nel loro rientrare soddisfatti dalla pesca del giorno. Mentre il sole scendeva sul mare e le vele assorbivano il colore del tramonto, la marea scendeva su un mare completamente tranquillo e quasi specchiante. Immagini e colori che ci tornavano alla mente ogni inverno, quando nella nostra casa di New York, cominciavamo già a pensare al nostro nuovo viaggio di ritorno in Italia.

The People’s Home Journal

#marikalion_#scritturacreativa

Diario del mio viaggio nel lontano 1923

New York, ottobre, si può ancora godere del bel tempo, ho accettato l’invito di un amico per una corsa a cavallo, anche se avrei voluto starmene nella mia “garden-house” in attesa di vedere germogliare quei semi che mi sono stati spediti dal Brasile. Per questo sono con il pensiero lontano e speranzoso nel riuscire di far crescere a New York una pianta dai grandi fiori bianchi che produce semi come carrube. Chissà un giorno potrei cavalcare in un parco circondata da questa immaginaria vegetazione e allungare le mani  per prenderne le corolle e indossando questi guanti bianchi perché i petali potrebbero annerire al contatto della pelle. Il tempo peggiora, sta tuonando, meglio che cerchi un ricovero prima che piova. Il vento si infila nei capelli, temo che pioverà, il mio amico non è arrivato è meglio che rientri.

 

calendario botanico – maggio – Sagittaria sagittifolia

calendario vintage
 Le Roy, Charles, illustrator. May. Botanische kalender (Dutch botanical calendar). 1925.
 
 
 

la forza della fragilità

#marikalionwriter

 Sono le ore a sciogliere la forma del tempo

mentre la fragilità del giorno incontra la superbia del buio della notte.

Sono le pause del discorso che battono il tempo

mentre la fragilità dell’incertezza incontra la caparbia della presunzione.

Sono i lievi contorni dell’infinito a fondersi con la vita

mentre la fragilità della paura scuote il tremore.

Lieve appare la fragilità nella sua architettura possente che edifica il mondo

e si scioglie all’acqua che traslucida le mani.

 

il segno di una matita per un pensiero che non si può cancellare

matita

 Vi è un pensiero che non si può cancellare, è quello invisibile che corre nella mente e che fa chiudere gli occhi.

E’ un pensiero che preme contro le barriere della mente e del cuore.

E’ il pensiero dell’anima che ha cominciato a scrivere di sè stessa usando le linee nere della ciglia.

E’ il pensiero che inciderà  per sempre il suo reale significato sulla carta sciupata dal tempo vissuto.

E’ il pensiero che sopravvive in noi.