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Un ospite a casa di Peggy… Ileana Sonnabend. un ritratto italiano

Che donna affascinante Peggy Guggenheim (1898-1979) . Frequentatrice instancabile di salotti bohemienne, entrò in contatto con i primi artisti dell’avanguardia europea, e divenne veneziana d’adozione risiedendo a Palazzo Vernier dei Leoni Guggenheim-Venice e qui vi trasferisce tutta la sua collezione del Novecento d’Avanguardia.

Da tempo la Fondazione Guggenheim ha trasformato la dimora di Peggy in uno dei maggiori musei d’arte moderna al mondo….perchè non dirigersi verso il ponte dell’Accademia e andarla a trovare? …

Fino al 2 ottobre troviamo ospite Ileana Sonnabend (1914-2007),  una donna che ha in comune con Peggy, la carriera di gallerista e di collezionista ed è considerata da molti tra le più grandi galleriste nel panorama artistico contemporaneo del secondo Novecento.

Andy Warhol – Ileana Sonnabend – 1973

Ileana Sonnabend. Un ritratto italiano presenta una selezione di opere provenienti dalla Collezione Sonnabend di New York, il cui filo conduttore è l’Italia: lavori di artisti italiani e internazionali, la cui arte rimanda alla cultura, alle tradizioni e ai paesaggi del nostro paese. Oltre 60 opere di più di 50 artisti, selezionati da Antonio Homem, direttore della Sonnabend Gallery, New York, e figlio adottivo della collezionista. Tra i lavori in mostra un ritratto di Ileana di  Andy Warhol, opere legate all’Italia di Rauschenberg e Cy Twombly, lavori di artisti italiani come Tano Festa, Lucio Fontana, Mimmo Rotella, Schifano e Piero Manzoni, opere di artisti americani ispirate alla cultura italiana (come per esempio Jim Dine, James Rosenquist, John Baldessari), di artisti dell’Arte Povera (Zorio, Anselmo, Calzolari, Jannis Kounnelis, e Merz), di vari fotografi internazionali (tra cui Bernd e Hilla Becher, Candida Höfer, Hiroshi Sugimoto, Max Becher e Andrea Robbins), e molti altri sia italiani (Giulio Paolini, Luigi Ontani) che internazionali (Bruce Nauman, Anselm Kiefer, Philip Haas, Rona Pondick). La mostra va oltre le tematiche strettamente legate alla nostra terra per indagare la diversità, originalità, nonché brillantezza della carriera di Ileana quale promotrice e collezionista di talenti artistici emergenti.

David Hockney – Tidied Up Beach  - 1973

Nel 1970 Ileana apre una galleria a New York, che l’anno seguente trasferisce a SoHo, insieme alla Galleria Castelli, stimolando così una sorta di “migrazione” della scena artistica contemporanea newyorkese. La galleria di SoHo viene inaugurata con una performance di Gilbert & George, oggi celeberrima. Attraverso la galleria e il collezionismo, Ileana continua a scoprire i nuovi movimenti emergenti europei e americani, Minimalismo, Arte povera, Arte concettuale, Transavanguardia, performance, Neo-espressionismo, Neo-geo e la nuova fotografia, ampliando una reputazione fondata sulla conoscenza approfondita dell’arte, sul desiderio del “nuovo”, sul carattere internazionale della galleria.

Se il sostegno di Peggy si focalizzò sulla generazione degli espressionisti astratti americani, Ileana Sonnabend promosse le successive avanguardie per oltre cinquant’anni, come fosse la naturale erede della collezionista americana.

Elger Essen – Fondamente Nove – 2002

Ileana cominciò a frequentare Venezia a partire dal 1962, e svolse insieme a Leo Castelli e Alan Solomon, un ruolo fondamentale nel portare Robert Rauschenberg alla Biennale di Venezia del 1964, dove l’artista vince il Gran premio della Pittura, evento cruciale nella sua carriera, nella storia della Biennale di Venezia e nell’arte contemporanea europea e americana più in generale.

Max Becher e Andrea Robbins – Venice Las Vegas – Meeting Place Rialto Bridge and Campanile – 2010

La mostra è organizzata da Antonio Homem e Philip Rylands, direttore della Collezione Peggy Guggenheim. Il catalogo, edito da Guggenheim Publications, include saggi dedicati ad Ileana Sonnabend di Achille Bonito Oliva e Germano Celant, un’intervista ad Antonio Homem, e le schede delle opere di Mario Codognato.


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  1. Grazie… molto interessante conto senz’altro di andarci… — Remo

    settembre 6, 2011

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